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Cooperativa sociale: cos'è, requisiti, soci e differenze fra tipo A e tipo B
Una società che sta in bilancio come un'impresa e risponde a un interesse collettivo come un servizio pubblico. Da qui partono le domande più frequenti: chi ne fa parte, cosa cambia fra le due categorie e quali requisiti servono davvero.
AICos'è una cooperativa sociale, in parole semplici
Chi si chiede cos'è una cooperativa sociale trova la definizione nella legge: è una società di persone che svolge attività di impresa perseguendo l'interesse generale della comunità. La formula sta nella legge 381 del 1991, tre pagine che hanno inventato una categoria giuridica poi copiata in mezza Europa: un'impresa che si misura con il mercato, fattura, assume e chiude un bilancio, ma il cui scopo non è remunerare il capitale.
Il punto che disorienta chi la incontra per la prima volta è proprio questo doppio binario. La forma giuridica non è quella di un ente morale né di un ufficio pubblico: se sbaglia i conti chiude, come qualsiasi altra impresa. Allo stesso tempo non può distribuire gli utili come farebbe una società di capitali, perché il vincolo di non lucratività è il prezzo dei vantaggi fiscali che riceve. Chi cerca di capire cos'è una cooperativa sociale trova quasi sempre la risposta guardando dove finiscono i soldi: qui restano dentro, in salari, attrezzature e nuovi servizi.
Cooperativa sociale di tipo A: i servizi alla persona
Le realtà di tipo A gestiscono servizi socio-sanitari ed educativi. Sono le realtà che mandano avanti asili nido, comunità per minori, centri diurni per persone con disabilità, assistenza domiciliare agli anziani, servizi di educativa scolastica. Il committente è spesso un comune o una azienda sanitaria, che affida il servizio con una gara o con un accordo di co-progettazione.
Chi lavora in una cooperativa di tipo A ha in genere una qualifica professionale: educatore, operatore socio-sanitario, psicologo, animatore. Il conto economico dipende quasi tutto dal costo del personale e dalle tariffe riconosciute dall'ente pubblico, e questa è la ragione per cui i rinnovi contrattuali del settore sono sempre negoziati insieme alle tariffe.
Cooperativa sociale di tipo B: l'inserimento lavorativo
La cooperativa sociale di tipo B non vende servizi alla persona: produce beni o servizi qualsiasi, dalla manutenzione del verde alla legatoria, dalle pulizie all'assemblaggio, e lo fa impiegando almeno il trenta per cento di lavoratori appartenenti alle categorie svantaggiate indicate dalla legge. Il lavoro non è lo scopo accessorio, è lo strumento: si produce per inserire, non si inserisce per produrre.
Nel Comasco molte di queste realtà lavorano sull'agricoltura e sulla lavorazione degli alimenti, perché il ritmo delle stagioni e la varietà dei compiti permettono di costruire percorsi individuali. Una serra ha bisogno di semine, trapianti, irrigazione, raccolta, confezionamento: sono mansioni diverse, con carichi diversi, e questo consente di collocare le persone dove funzionano meglio.
Le due categorie possono convivere: nulla vieta di essere ad oggetto plurimo e gestire entrambe le attività, purché tenga contabilità separate.
AII soci: chi entra e con quale ruolo
Nelle cooperative i soci non sono investitori. Sono le persone che portano il proprio lavoro, o che usano il servizio, o che sostengono l'attività. Lo statuto distingue di solito tre figure: i soci lavoratori, che lavorano nella cooperativa e ne condividono le decisioni; i soci volontari, che prestano attività gratuita e non possono superare la metà del totale; i soci sovventori o finanziatori, che mettono capitale senza lavorare.
La regola che sorprende chi arriva dal mondo delle società di capitali è il voto capitario: un socio, un voto, indipendentemente da quanto capitale ha versato. In assemblea chi ha sottoscritto cento euro pesa quanto chi ne ha sottoscritti diecimila. È la ragione per cui le cooperative prendono decisioni lente e le mantengono a lungo.
Requisiti e passaggi formali
I requisiti sono meno esotici di quanto si pensi. Servono almeno tre soci, un atto costitutivo e uno statuto redatti da un notaio, l'iscrizione al Registro delle imprese e all'Albo nazionale delle società cooperative, l'adesione a un organismo di vigilanza o la revisione ministeriale. Per il tipo B serve inoltre la documentazione che attesta la condizione dei lavoratori svantaggiati, di norma rilasciata dai servizi sociali o sanitari.
Il capitale minimo non è il vincolo principale: può partire da poche migliaia di euro. Il vincolo vero e il rispetto della mutualità prevalente, che si verifica ogni anno confrontando il costo del lavoro dei soci con quello complessivo. Se la prevalenza viene a mancare, i vantaggi fiscali decadono.
Società cooperativa sociale: cosa dice la legge 381/1991
Il testo assegna alle cooperative sociali due qualifiche automatiche. La prima è quella di ONLUS di diritto, che comporta un trattamento fiscale agevolato senza bisogno di ulteriori riconoscimenti. La seconda, per il tipo B, e la possibilita per gli enti pubblici di affidare forniture di beni e servizi in via diretta sotto le soglie comunitarie, in deroga alla disciplina ordinaria degli appalti, proprio in ragione dell'inserimento lavorativo.
Dal 2017 la società cooperativa sociale rientra anche fra gli enti del Terzo settore, con obblighi aggiuntivi di trasparenza: bilancio sociale sopra una certa dimensione, pubblicazione degli emolumenti, iscrizione al registro unico nazionale.
Quanto conta il territorio: il caso del Comasco
Fra Como, la Brianza e le valli del Verbano le cooperative agricole e sociali si sono organizzate attorno a due cose molto concrete: i mercati settimanali e i gruppi di acquisto. Un produttore da solo non riesce a stare in un mercato ogni sabato, a gestire ordini e consegne, a certificare il biologico. In venti ci riesce.
È la stessa logica che regge le cooperative sociali di inserimento: nessuna delle mansioni sarebbe sostenibile isolata, insieme diventano un'impresa. Chi vuole vedere come funziona in pratica trova un buon punto di partenza nei mercati contadini di Como e nella lista dei gruppi di acquisto solidale attivi nella zona.
Domande frequenti
Che differenza c'è fra cooperativa sociale e associazione di volontariato?
L'associazione si regge sulla gratuità delle prestazioni e non distribuisce nulla ai suoi membri. La cooperativa sociale è un'impresa: assume, fattura, paga stipendi e contributi, e il lavoro dei soci è retribuito. Entrambe perseguono un interesse collettivo, ma solo la cooperativa ha una struttura di impresa e un bilancio da chiudere.
Una cooperativa sociale può distribuire utili ai soci?
In misura molto limitata. La legge le riconosce la qualifica di ONLUS di diritto e in cambio impone il vincolo di non lucratività: gli utili restano quasi interamente in azienda o vanno ai fondi mutualistici. Ai soci lavoratori può essere riconosciuto il ristorno, che è una integrazione della retribuzione e non un dividendo.
Quanti soci servono per costituirla?
Tre, se si sceglie la forma della cooperativa a mutualità prevalente con soci persone fisiche e si adotta il modello della società a responsabilità limitata. Sotto i nove soci restano alcuni vincoli sulla governance, motivo per cui molte realtà partono da un gruppo più ampio. Il capitale minimo per socio è di venticinque euro di valore nominale della quota, quindi l'ostacolo economico all'ingresso è volutamente basso.
Nella cooperativa di tipo B chi sono le persone svantaggiate?
La legge indica categorie precise: persone con disabilità fisica, psichica o sensoriale, ex pazienti di istituti psichiatrici, persone in trattamento per dipendenze, minori in età lavorativa in situazione di difficoltà familiare e persone detenute o ammesse a misure alternative. Devono essere almeno il trenta per cento dei lavoratori.
Un socio può lavorare nella cooperativa senza essere assunto?
No. Il socio lavoratore stabilisce con la cooperativa un secondo rapporto, di lavoro subordinato o autonomo, che si aggiunge a quello associativo. Il regolamento interno approvato dall'assemblea definisce come questo rapporto viene disciplinato.
Come si verifica se una cooperativa sociale è in regola?
Tre controlli pubblici e gratuiti. Il Registro delle imprese dice se la società esiste, chi la amministra e se il bilancio è depositato. L'Albo nazionale delle società cooperative dice in quale sezione è iscritta e se la mutualità prevalente è confermata. Il registro unico nazionale del Terzo settore dice se è iscritta come ente del Terzo settore. Una cooperativa che risulta cancellata da uno dei tre ha un problema, non un dettaglio formale.
Ultimo aggiornamento: 27 agosto 2026